Agli Stati Generali di Controcorrente tenutisi ad Agrigento, i leader del centrosinistra e del mondo civico hanno evidenziato la necessità di costruire un’alternativa coesa al governo di centrodestra. Ad Agrigento si riuniscono gli Stati generali di Progetto Civico Italia, che vede come segretario l’assessore Alessandro Onorato e Ismaele La Vardera come presidente. Una due giorni di incontri e confronti nella Città dei Templi con cui i due più recenti e ambiziosi progetti politici italiani cerca di mantenere premuto il pedale del gas, senza tentennamenti.
“Quello tra Controcorrente e Progetto Civico Italia un matrimonio di interesse? Innanzitutto, è una volontà di stare insieme in un campo chiaro”. Le parole del leader e deputato dell’Ars Ismaele La Vardera ad Agrigento dove oggi si aprono gli Stati generali dei civici Controcorrente.
“A differenza di qualcuno che si vuole vendere al migliore offerente o al peggiore offerente, destra e sinistra, Francia o Spagna, purché se magna. Noi abbiamo deciso di stare in un campo che è alternativo a quello del governo Schifani in Sicilia e a Roma a quello del governo Meloni”, ha continuato.
Il leader del movimento guarda alle Regionali e propone di esportare in Sicilia l’esperienza che ha portato Michele Sodano alla guida di Agrigento.Un modello che La Vardera vorrebbe adesso proporre su scala siciliana, all’interno di un campo alternativo al centrodestra.
In questo percorso il leader di Controcorrente ha sottolineato anche il ruolo di Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico Italia, presente agli Stati generali: «Ha avuto l’intuito di intercettare un movimento che era un po’ isolato a livello nazionale e collocarlo fieramente nel campo largo».
Ma uno dei momenti politicamente più vivaci della giornata è stato il confronto tra La Vardera e Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e parlamentare di Forza Italia.
Durante il panel “Quale futuro per la Sicilia?”, La Vardera si è rivolto direttamente all’esponente azzurro: «Giorgio, ma che ci fai ancora in Forza Italia?».
Una provocazione politica alla quale è seguito, al termine del confronto, anche un abbraccio tra i due. La Vardera ha però chiarito il senso della domanda: «A mio avviso in quel campo, dove ci sono indagati, rinviati a giudizio, soggetti per me impresentabili, una persona che ritengo essere presentabile come Mulè un po’ stona. Quindi non è un invito a venire nel mio partito, ma a mettersi nel campo giusto».






