Chiedere un requisito inesistente per escludere un candidato da un concorso non è solo un errore burocratico: è una “colpa grave” che comporta il risarcimento dei danni. Lo ha stabilito il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana che, con la sentenza n. 847 del 18 dicembre 2025, ha chiuso un lungo contenzioso legato al “Progetto Spartacus”. L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro è stato condannato a risarcire con 15mila euro una candidata agrigentina, esclusa ingiustamente da una selezione pubblica per esperti in politiche attive del lavoro.
Gli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, che hanno assistito la ricorrente, hanno sottolineato come la decisione del CGA “rappresenti un importante riconoscimento del principio di legalità e della tutela dei cittadini contro gli abusi della Pubblica Amministrazione”. Il Consiglio ha infatti ritenuto gravemente colposa la condotta della Regione, che aveva richiesto l’iscrizione a un albo non ancora istituito, violando i principi di correttezza e imparzialità. Una sentenza che riafferma la responsabilità dell’Amministrazione quando i suoi errori ledono i diritti dei cittadini.