Una cinquantina di tunisini, soccorsi davanti a Lampedusa dalla Guardia costiera che li ha trasbordati da una piccola barca, sono al largo da un paio d'ore perché nell'hotspot dell'isola non c'è posto, 08 maggio 2018. Il centro di contrada Imbriacola, di cui era stata annunciata la chiusura, dopo l'ultimo incendio, dispone di una capienza limitata. Non si sa ancora se i migranti approderanno a Lampedusa o se proseguiranno verso la Sicilia. ANSA
Proseguono i soccorso nel Mediterraneo con due distinti interventi al largo delle coste siciliane, che hanno portato in salvo dodici cittadini tunisini. Nel primo episodio, i militari della Guardia di Finanza, operanti a bordo della motovedetta V1302, hanno individuato e recuperato quattro persone, tra cui un minorenne, rimaste bloccate sull’isolotto disabitato di Lampione. I naufraghi hanno raccontato alle autorità di essere giunti sul posto a bordo di un gommone, del quale però non è stata trovata alcuna traccia, e di aver pagato ai trafficanti una cifra considerevole, compresa tra i 3.000 e i 4.000 euro per l’intera traversata.
Quasi in contemporanea, un’unità navale dell’assetto Frontex è intervenuta per soccorrere una seconda imbarcazione, un piccolo gommone lungo appena tre metri. A bordo si trovavano altri otto migranti, anch’essi di origini tunisine, i quali hanno riferito di essere salpati dalle coste della città di Sfax dopo aver versato circa 700 euro ciascuno per affrontare il viaggio.
Al termine delle operazioni di salvataggio e di identificazione preliminare, tutti i dodici naufraghi sono stati trasferiti e accolti in sicurezza presso l’hotspot di Lampedusa, la cui struttura ospita al momento un totale di 55 persone.