«Il punto più basso di questa ex coalizione». Raffaele Lombardo traccia una linea e le sue parole sembrano aprire a mesi complicatissimi per la maggioranza di governo. La ex maggioranza, per usare le parole del leader degli autonomisti. «Mala tempora currunt – rincara – e non mi riferisco solo a queste elezioni. Questa coalizione va ricostruita su basi nuove, ha bisogno di una cura ricostituente. Poi, a valutare se la cura è servita saranno gli elettori. Quando? Non dipende da me». Ma qualcosa si muoverà fin da subito: «Mercoledì sera mi riunirò insieme ad altri esponenti di Grande Sicilia per decidere cosa fare». Uno strappo e un salto nel centrosinistra? «Questo lo escludo», conclude categorico.
In realtà, da giorni, nel centrodestra, si pronosticava: «Agrigento? È già andata». A dare il colpo di grazia a ogni speranza di vittoria, poi, l’inchiesta che ha coinvolto Riccardo Gallo Afflitto, tra i politici in prima fila per la formazione della coalizione nella città dei templi. Una coalizione monca, senza la Dc di Cuffaro e la Lega di Sammartino. Lo ha ammesso lo stesso candidato sconfitto: «Sul cosa non abbia funzionato – ha detto Dino Alonge – faremo un’analisi successiva, credo di non essere arrivato neanche al 30 per cento dei voti, quindi qualcosa non ha funzionato.