Un’azienda, ventuno autovetture, cinque terreni, un motoveicolo, un motore per imbarcazione e quattro rapporti finanziari. È il patrimonio confiscato dalla polizia a un cinquantenne residente a Canicattì, ritenuto socialmente pericoloso dal tribunale di Palermo.
Il provvedimento, eseguito dagli agenti della Divisione polizia Anticrimine della Questura di Agrigento, è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo su proposta del questore di Agrigento e riguarda beni per un valore complessivo stimato in circa 600 mila euro.
La confisca rappresenta l’esito di un’articolata indagine patrimoniale condotta dagli investigatori della polizia che hanno ricostruito la posizione personale ed economica del destinatario del provvedimento e del suo nucleo familiare.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il cinquantenne è stato coinvolto nel corso degli anni in numerosi procedimenti penali. Nel 1998 era stato sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per reati contro il patrimonio. Successivamente è stato condannato in via definitiva per riciclaggio commesso nel 2004.
Nel 2018 era stato inoltre raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Agrigento per tentata estorsione aggravata e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reati commessi tra il 2017 e il 2018 in concorso con un soggetto ritenuto appartenente alla “Stidda” agrigentina. Per questi fatti è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione, pena confermata dalla Corte d’appello di Palermo nel novembre del 2024.
Le indagini economico-finanziarie avrebbero inoltre fatto emergere una rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e le disponibilità economiche del nucleo familiare. Proprio sulla base di questi elementi il tribunale ha ritenuto che il patrimonio confiscato fosse riconducibile ai proventi di attività illecite, disponendone la confisca.
Per la Questura di Agrigento, l’esecuzione del provvedimento rappresenta un ulteriore risultato nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata e al reimpiego dei patrimoni accumulati illecitamente.
