La Corte d’appello di Palermo ha ribaltato la sentenza di primo grado e assolto, con la formula “per non avere commesso il fatto”, un giovane di Canicattì che era stato condannato dal Tribunale per i minorenni di Palermo per ricettazione e indebito utilizzo di una carta bancomat rubata.
I giudici di secondo grado hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Antonio La Cola, riformando integralmente la decisione emessa in primo grado.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il giovane si era impossessato di una carta bancomat di provenienza illecita, utilizzandola successivamente per effettuare prelievi e operazioni di pagamento. Il Tribunale per i minorenni aveva ritenuto provate le contestazioni, condannandolo a un anno e cinque mesi di reclusione e 500 euro di multa, concedendo anche la sospensione condizionale della pena.
La Corte d’appello, riesaminando il caso, è giunta a conclusioni opposte, assolvendo l’imputato con la formula “per non avere commesso il fatto” e riformando integralmente la sentenza di condanna.