Il cedimento sarebbe stato lento, tanto da consentire a chi ha capito cosa stava accadendo di mettersi in salvo. Poi il crollo, che ha sbriciolato l’intera palazzina, ridotta ora a un cumulo di macerie. La zona del disastro, Pistunina, alla periferia sud di Messina, è tutta transennata. I vigili del fuoco, cercano i dispersi: sei dicono gli investigatori.
Di questi quattro sono di due nuclei familiari che risiedono all’ultimo piano dell’edificio, più un badante che lavorava con una delle famiglie. Tra i dispersi una ragazza che lavorava come commessa al secondo piano all’emporio cinese. I tre feriti sono gli operai del cantiere che era in corso e hanno riferito che non c’erano altri lavoratori. Uno di loro è stato dimesso in serata. A complicare le operazioni un incendio ancora attivo sotto le macerie.
A venir giù, come un castello di carte, è stato un edificio molto noto in città: una costruzione della fine degli anni Ottanta di proprietà della famiglia Leone che per molto tempo ha avuto un negozio di elettrodomestici. Quattro piani di circa 2.500 metri quadrati ciascuno. L’immobile era composto da un seminterrato destinato a magazzini, un piano terra affittato alla macelleria Panerello in fase di ristrutturazione; il primo piano era occupato da un grande negozio gestito da cinesi; sopra c’erano gli appartamenti dei proprietari dell’edificio e una terrazza.
Troppo presto per avere certezze sulle cause del disastro su cui la Procura di Messina ha aperto un’indagine ancora a carico di ignoti. Secondo quanto si apprende il crollo sarebbe stato preceduto da un tremore: circostanza che escluderebbe l’esplosione. Più probabilmente si è trattato di un cedimento strutturale. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza quel che resta della palazzina e spento un principio di incendio scoppiato dopo il crollo e continuano a scavare seguendo le indicazioni fornite dalle piantine del palazzo. A coadiuvarli Usar, cinofili, droni e unità Saf.
I familiari dei dispersi hanno dato ai soccorritori i numeri dei cellulari dei loro parenti per agevolare le ricerche nella speranza di poterli individuare, sentendo le suonerie anche tra le macerie dell’edificio crollato.