Prosegue il conflitto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il presidente americano Donald Trump ha confermato l’ultimatum alle 20 di oggi. Di tutta risposta, un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane intorno alle centrali elettriche definite “patrimonio nazionale e nostro capitale”. Secondo un memorandum diplomatico pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportato della testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei verserebbe in stato di incoscienza e starebbe ricevendo cura mediche nella città di Qom. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato su Truth un messaggio dai toni drammatici, affermando che “stanotte morirà un’intera civiltà“, salvo poi ipotizzare che un “cambio di regime completo e totale” possa aprire scenari “rivoluzionari”.
Intanto il vicepresidente JD Vance, intervenendo a Budapest accanto al premier ungherese Viktor Orban, ha dichiarato che gli obiettivi militari statunitensi sarebbero stati raggiunti e che la conclusione del conflitto dipenderà ora dall’Iran. Secondo Axios, raid congiunti israelo-americani avrebbero colpito obiettivi militari sull’isola di Kharg, snodo strategico per il commercio petrolifero iraniano e mondiale. Mentre la Casa Bianca nega di prendere in considerazione l’uso di armi nucleari in Iran. Intanto, un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia, destinato ai villaggi cristiani del sud, ha dovuto fare marcia indietro martedì dopo essere stato “colpito da spari”: lo ha riferito una fonte di sicurezza sul posto all’Afp, senza precisare l’origine dei colpi.