OMELIA DEL SANTO PADRE LEONE XIV
Campo sportivo “Arena” in Località Salina
“Oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”. Lo ha detto Papa Leone XIV da Lampedusa. “Non sono venuto per fare discorsi ma a celebrare l’eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi: il gesto di Gesù che spezza il pane per donare se stesso dà senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione”, ha aggiunto.
Il Papa ha ringraziato chi si adopera per l’accoglienza, sull’Isola di Lampedusa. “Grazie, fratelli e sorelle, perché non c’è niente di scontato nel vostro farvi prossimi, niente di automatico. La parabola ce lo racconta: l’amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere”: lo ha detto Leone durante la messa sul campo sportivo di Lampedusa. “Sì, perché tra voi è l’amore a essersi organizzato, quell’amore di cui la compassione, che vede il fratello in mare, è come il primo fremito, la chiamata profonda a osare ciò che mai avreste pensato. Saluto le persone migranti che sono qui: loro stesse non hanno soltanto ricevuto – ha sottolineato il Papa – ma molte volte esercitato la solidarietà nel loro viaggio, come poveri che aiutano i più poveri”.
“Oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico. Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti. Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l’hanno fatta a giungere dove speravano. Avvertiamo pero’ la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso”, ha sottolineato il Pontefice. “Prima di qualunque considerazione intellettuale e convinzione ideologica, infatti, l’impatto con chi giace davanti a noi, spogliato di tutto, chiama alla prossimità.
“La bellezza del mare, di quest’isola e dei vostri volti è un riflesso dell’iniziativa gratuita di Dio: l’amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco, che l’8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio da Successore di Pietro. Gli Apostoli, come sapete, hanno navigato nel Mediterraneo e sperimentato l’ospitalità degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civiltà”. Lo dice papa Leone nell’omelia della messa a Lampedusa ricordando subito la visita storica di papa Bergoglio. “Sono venuto a ringraziarvi per la prossimità che molti di voi hanno esercitato, si è compiuto d nuovo il miracolo della compassione”.
Il Papa, a Lampedusa, denuncia chi alza muri e non si fa prossimo: ”C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”.
“Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo – ha aggiunto – vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona. È un compito delle istituzioni pubbliche ma anche di tutta la società civile e della Chiesa”.
“Sono venuto a ringraziarvi, fratelli e sorelle di Lampedusa, per la prossimità che molti fra voi hanno scelto di esercitare. È avvenuto ancora il miracolo della compassione”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso della celebrazione della messa a Lampedusa. “Dico grazie ai volontari, alle associazioni, raccolte nel ‘Forum Lampedusa Solidale’, alle istituzioni civili, alla Guardia Costiera, ai sindaci e alle amministrazioni” ha aggiunto “che nel tempo si sono succeduti; grazie ai diaconi, ai preti, alle religiose, ai medici, agli psicologi, agli educatori; grazie alle forze di sicurezza e a tutti coloro che, con o senza il dono della fede, hanno scelto di amare insieme. Sì, perché tra voi è l’amore a essersi organizzato, quell’amore di cui la compassione, che vede il fratello in mare, è come il primo fremito, la chiamata profonda a osare ciò che mai avreste pensato”. Il Papa ha poi salutato “le persone migranti che sono qui: loro stesse non hanno soltanto ricevuto ma molte volte esercitato la solidarietà nel loro viaggio, come poveri che aiutano i più poveri. Grazie, fratelli e sorelle, perché non c’è niente di scontato nel vostro farvi prossimi, niente di automatico”.








