La polizia di Gela ha eseguito dieci misure cautelari per furti in casa e a decine di attività commerciali.
Un primo filone d’indagine ha riguardato un’associazione familiare specializzata in furti nelle case. Sono finiti agli arresti domiciliari marito, moglie e suocera accusati di almeno dieci furti tra Gela e Butera. Il gruppo operava seguendo sempre lo stesso schema: l’uomo entrava nella case, mentre le due donne si alternavano nel ruolo di vedetta, monitorando le aree circostanti e segnalando eventuali situazioni di pericolo. Inoltre, le zone da colpire venivano controllate per individuare i momenti più favorevoli per agire.
Altri sette indagati sono invece accusati di numerosi furti in negozi del centro commessi tra febbraio e maggio con la tecnica della ‘spaccata’. La banda, dopo aver infranto le vetrine con mazze e pietre, entrava nei negozi rubando soldi, merce di valore, casse automatiche e registratori di cassa. Per uno degli indagati è stata applicata la custodia cautelare in carcere, per tre sono stati disposti gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, altri tre sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia.
A Gela le spaccate, almeno una decina in pochi mesi, sarebbero avvenute “per procurarsi denaro e consumare crack”, così come hanno dichiarato il procuratore capo di Gela Salvatore Vella e il dirigente di polizia Emanuele Giunta esponendo i particolari dell’inchiesta “Gela sicura”. Un intero nucleo familiare, nonostante lo stato di gravidanza di una giovane donna, prendeva di mira le case, mettendo a segno furti. Alcuni degli arrestati erano già stati individuati e bloccati, negli scorsi mesi, per fatti simili. Da gennaio e fino a maggio, i poliziotti del commissariato e la Procura hanno ricostruito i colpi in profumerie, centri scommesse, panifici, attività di ristorazione e parrucchierie.
In carcere finisce il quarantenne Carmelo Meroni, di recente già condannato per la spaccata a un panificio del quartiere Caposoprano. Arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per il venticinquenne Andrea Fava (a sua volta già arrestato per un’altra spaccata in una parrucchieria di via Venezia), il cinquantunenne Giacomo Molara e il quarantanovenne Carmine Palmisano. Obbligo di dimora per un altro pregiudicato, il quarantaseienne Benito Perotore, e obbligo di presentazione per il trentenne Carmelo Patrick Lizzio (la scorsa settimana condannato per scippi in città) e il quarantunenne Nunzio Catania. Il gip ha ritenuto di non dover applicare misure a un altro coinvolto, il cinquantanovenne Rosario Maganuco.
Sono in totale tre invece i componenti dello stesso nucleo familiare accusati di furti nelle case. Tra i destinatari di misura, Emmanuel Lo Chiano e Noemi Peritore. “Abbiamo avuto la collaborazione, soprattutto per i furti nelle case, di gruppi di cittadini che hanno fatto segnalazioni importanti”, hanno detto sia il procuratore sia il dirigente di polizia.