La temporanea assenza da Racalmuto, dal mio paese dove ho vissuto per i primi cinque anni e dove vivo anche quando sono a Palermo o Milano, non mi impedisce di gioire con tutti voi per i 190 anni del nostro Circolo. Cosi, scrive stamani il noto giornalista Felice Cavallaro, direttore della Strada degli scrittori.
Mi dispiace non brindare anche alla cena che il presidente Salvatore Picone ha fatto bene a intitolare della “Concordia”, come Sciascia chiamava nei suoi libri il Circolo Unione. Lo faceva con ironia, cosciente dei contrasti che attraversano la società, che permeano un paese, trasformando però la dialettica in linfa vitale per la crescita della comunità.
I contrasti possono trovare una sintesi, senza rinunciare alle riflessioni animate ora da versi irriverenti, ora da sane eresie che Racalmuto conosce, come patria di Fra Diego La Matina. Ma è la loro composizione che va auspicata. Come mi pare accada oggi per la festa di 190 anni che resta impressa nella locandina dove trovo il logo del Circolo affiancato da quelli del Comune, della Fondazione e della Strada degli scrittori.
Certo come sono che tutti vogliano rafforzare la rete di intelligenza espressa attorno a questo nostro prezioso laboratorio. Lo stesso dove Sciascia trovava i colori per i suoi pennelli, per tratteggiare la realtà senza celarne i chiaroscuri, ma offrendo la chiave di un possibile riscatto e della nuova luce da fare alimentare a tanti giovani di buona volontà. Per costruire altri due secoli di storia.