Le “stanze dell’affettività”, spazi riservati per incontri privati tra detenuti e coniugi, riconosciuti come diritto fondamentale dalla Corte Costituzionale, restano di fatto inaccessibili per mancanza di norme chiare. L’avvocato Salvatore Pennica ha richiesto per il suo assistito Fabrizio Messina, boss di Porto Empedocle detenuto a Tolmezzo, colloqui intimi con la moglie senza la sorveglianza del personale, basandosi sulla sentenza della Consulta del 26 gennaio del 2024 che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto di tali incontri.
La Procura della Repubblica ha respinto la richiesta, sostenendo che i colloqui intimi rientrano nelle politiche trattamentali di competenza esclusiva dell’amministrazione penitenziaria. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Lorenzo Chiaramonte, ha dichiarato “non luogo a provvedere”, rimandando all’amministrazione la concreta applicazione della sentenza costituzionale in assenza di disposizioni legislative specifiche.