Sono ormai oltre 25 gli articoli dedicati alla casa che ho coereditato alla morte di mio padre.
Da diversi giorni io e la mia famiglia siamo bersaglio di una campagna mediatica di estrema violenza, che ha provocato profonda sofferenza ai miei cari, costretti insieme a me a subire immotivatamente una continua intrusione nella nostra sfera privata e personale.
E in tutto questo non ho ancora capito quale sia l’accusa nei miei confronti. Non solo a livello giuridico, ma anche e soprattutto, perché è ciò che a volte conta di più in politica, a livello morale.
Quando ho scelto di scendere in campo sapevo di dover mettere in conto anche gli attacchi più spregevoli, finalizzati a mettere in cattiva luce la mia immagine. Chi ha scelto di portare avanti questa campagna denigratoria, però, non comprende che non ho paura e che ho scelto di candidarmi con un movimento che fa della trasparenza e del coraggio i propri punti cardine.
Ancora chiarezza.
Il primo dato è che, alla scomparsa di mio padre, ho ereditato un immobile che lui ha costruito quando avevo 11 anni. Non ho compiuto alcun abuso, né allora né dopo e non posso essere ritenuto responsabile delle azioni commesse da altri, nemmeno dai miei genitori purtroppo defunti. Su quel bene pende dal 1985 una pratica di sanatoria e, per questo, non è né vendibile né alienabile, né destinatario di alcun provvedimento che ne limiti l’utilizzo.
Il secondo dato è che l’immobile non ha alcuna fornitura idrica. Nel gennaio 2015 ho richiesto io stesso, in qualità di erede, di interrompere l’utenza. Non ho mai detto né scritto che si trattasse di un rudere. Confermo ancora una volta che è una casa non abitata durante tutto l’anno, utilizzata in alcune giornate di festa, come a Ferragosto, quando ci siamo organizzati portando l’acqua con dei bidoni.
Infine, il dato più importante riguarda il senso di legalità e di integrità che contraddistingue la mia azione personale e quella dell’amministrazione di cui faccio parte. Già nel mese di luglio il Sindaco aveva chiesto agli uffici tecnici una ricognizione sulla situazione degli immobili presenti nelle aree di inedificabilità, e a conferma di questo percorso, io stesso ho già firmato un nuovo atto di indirizzo con cui si chiede, con sempre maggiore fermezza, di procedere alla verifica e all’esame delle istanze di sanatoria ancora pendenti, un’attività sostanzialmente ferma da circa quarant’anni.
Gli atti sono questi. E sono gli atti a parlare.
Dispiace inoltre che tutto venga utilizzato per esasperare ulteriormente gli animi dei residenti della zona A e alimentare esclusivamente una contrapposizione con la nostra amministrazione.
È un modo di agire che esaspera il clima e non aiuta nessuno, soprattutto chi da anni attende risposte su una situazione complessa.
Continuerò a rispondere con gli atti, con la trasparenza e con il lavoro degli uffici.
Voglio ringraziare le migliaia di persone che in questi giorni mi hanno manifestato vicinanza e sostegno, invitandomi ad andare avanti e a continuare a lavorare nell’unico interesse della città.
