Prima svolta nell’inchiesta sull’appalto milionario della Mosella. La Squadra mobile di Agrigento questa mattina ha arrestato due imprenditori favaresi e notificato una misura interdittiva nei confronti del direttore dei lavori. Il gip Giuseppe Miceli, dopo gli interrogatori preventivi, ha disposto i domiciliari per Antonino Milioti, 46 anni, e Dino Caramazza, 45 anni. Misura interdittiva, invece, per l’ingegnere Salvatore Castaldo, 51 anni, direttore dei lavori dell’appalto.
Il giudice ha accolto parzialmente la richiesta della Procura di Agrigento che chiedeva per i tre indagati la custodia cautelare in carcere. Il procuratore Giovanni Di Leo ed il sostituto Annalisa Failla avevano inoltre chiesto i domiciliari per altri due indagati – Federica Caramazza, 37 anni, e Giovanna “Vania” Palillo, 30 anni – e la sospensione dalla professione di ingegnere per il funzionario comunale Gaspare Triassi. Le misure, in questo caso, non sono state accolte dal gip. Per Dino Caramazza, già ai domiciliari da alcune settimane per corruzione, si tratta del terzo arresto in poco più di un anno. L’imprenditore favarese, infatti, era già finito in manette nel maggio dello scorso anno nell’inchiesta “appalti e mazzette” per un giro di tangenti su alcune gare pubbliche nell’Agrigentino e, più di recente, arrestato dai carabinieri per aver pagato 45 mila euro per ottenere degli appalti al Comune di Sommatino.
Al centro dell’inchiesta, c’è l’appalto di 3.2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada Mosella.