Su ordine della Dda di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, carabinieri e polizia hanno eseguito perquisizioni a casa di un’avvocatessa di Campobello di Mazara (Trapani), ora deceduta. La legale in passato ha assistito il boss Matteo Messina Denaro e alcuni suoi favoreggiatori. Le forze dell’ordine hanno perquisito, alla presenza del pm Gianluca De Leo, lo studio di Antonella Moceri, il legale deceduto nel 2015, che sarebbe risultata legata al boss da un rapporto di amicizia. Il marito della donna, Maurizio Passanante, proprietario terriero, è stato assassinato nel centro di Campobello nel 2008 a colpi di pistola.
Lo studio legale dell’avvocatessa è passato al figlio Aurelio Passanante che non è indagato. L’avvocato difende Andrea Bonafede, il geometra che ha prestato l’identità a Matteo Messina Denaro nell’ultima fase della latitanza. I pm di Palermo ipotizzano che in passato tra la donna e il latitante ci fosse un rapporto privilegiato di frequentazione. Le indagini riguardano la rete di protezione di cui godeva Messina Denaro e il giro di affari milionari.
Giovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del capomafia di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, sono indagate per procurata inosservanza della pena per aver aiutato il fratello a sottrarsi alla cattura quando era ricercato. La Procura aveva contestato loro l’associazione mafiosa e ne aveva chiesto l’arresto, ma il giudice ha modificato l’accusa e, pur ritenendo che ci siano a loro carico i gravi indizi di colpevolezza, non ha disposto la misura per mancanza delle esigenze cautelari visto che il boss è deceduto. I pm hanno proposto appello al tribunale del Riesame.