Luigia Narbone, la donna di 69 anni di Canicattì, scomparsa il 13 agosto, è stata trovata morta. Il cadavere della donna è stato rinvenuto questa mattina nei pressi della linea ferroviaria, a monte di via Cilea. La salma era in avanzato stato di decomposizione. Si conclude nel modo più tragico la ricerca andata avanti per cinque giorni e progressivamente estesa anche alle zone comprese fra Canicattì, Racalmuto e Milena. La donna si era allontanata a piedi da casa, senza fare ritorno, facendo scattare l’allarme dei familiari e l’avvio delle operazioni. Era uscita senza telefono cellulare. Alle ricerche hanno partecipato carabinieri, polizia, vigili urbani, vigili del fuoco e protezione civile. È stato impiegato anche un elicottero dell’Arma, che ha effettuato diversi sorvoli sulle aree urbane e nelle campagne.
Durante i cinque giorni erano arrivate numerose segnalazioni relative a possibili avvistamenti, tutte esaminate per tentare di ricostruire il percorso seguito dalla sessantanovenne. Anche alcune immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza erano state acquisite e analizzate, la donna era stata ripresa, l’ultima volta, mentre camminava in viale Carlo Alberto. La causa della morte è ancora da accertare ma l’ipotesi principale resta quella del malore. Sul posto il medico legale per una prima ispezione cadaverica. Le indagini sono affidate ai carabinieri. È stato avvisato anche il pm di turno che dovrà decidere se disporre, o meno, l’autopsia.
Il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo:
“Non abbiamo mai smesso di cercarla. Purtroppo il ritrovamento del cadavere della nostra concittadina, Luigia Narbone, ha fatto perdere le speranze, anche quelle flebili, che erano rimaste. In questo momento di grande dolore per i familiari, il figlio ed i parenti della signora Narbone faccio proprio il sentimento dell’intera comunità che rappresento esprimendo loro profondo cordoglio per la tragica scomparsa. Ringrazio la Prefettura, gli uomini dell’Arma dei carabinieri, della polizia di Stato, della polizia municipale, dei vigili del fuoco, della protezione civile regionale, provinciale e comunale che in questi giorni sono stati impegnati nelle ricerche della signora Narbone con l’abnegazione e la professionalità che li contraddistingue e senza risparmiare energie”.