Del gruppo criminale facevano parte in prevalenza giovani leve, accusate di avere agevolato il clan mafioso dei Cappello-Bonaccorsi, operante nella provincia catanese, con base operativa al Villaggio Sant’Agata, coinvolte nella sparatoria della primavera del 2022 davanti al locale notturno catanese Ecs Dogana.
Quella operazione aveva portato a 5 arresti (di cui quattro sono destinatari pure dell’odierna misura) all’epoca chiamati a rispondere, tra gli altri, di rissa e lesioni personali, aggravate dall’uso di armi, detenzione e porto in luogo pubblico di più armi comuni da sparo.
La rissa degenerata in sparatoria risale alla notte tra il 16 e il 17 aprile 2022, quando alcuni ragazzi, ritenuti vicini al clan Mazzei “Carcagnusi”, avrebbero impedito ad un noto cantante neomelodico catanese, Niko Pandetta, parente di un esponente di rilievo del clan Cappello-Bonaccorsi, di esibirsi insieme al trapper Tony Effe.
Nel corso delle indagini, oltre all’indiscussa leadership di uno dei destinatari dell’odierna misura e alla struttura gerarchizzata dell’organizzazione, è emerso il coinvolgimento della compagine criminale in piazze di spaccio al Villaggio Sant’Agata, Librino e San Cristoforo.
A partire dal 14 giugno 2023 si sono registrate una serie di sparatorie, al Villaggio Sant’Agata e Librino, ritenute dagli inquirenti collegate ai fatti della Ecs Dogana, tra due opposte fazioni interne al sodalizio stesso, costituite da un lato da chi voleva punire un membro “infedele” e dall’altro da chi lo difendeva.
Determinante è stato il monitoraggio di una donna, legata da vincoli di parentela ad uno dei protagonisti, che avrebbe raccontato i fatti a familiari e parenti sviscerando ragioni e natura dei dissidi con precisi dettagli.
Ne è seguito uno scontro armato nel pomeriggio del 16 giugno 2023, al Villaggio Sant’Agata Zona A, tra le due distinte fazioni. In questo scenario, caratterizzato da un impressionante uso di armi, va inserito un altro episodio di esplosioni d’arma da fuoco del 21 giugno 2023, quando in conseguenza di una disputa insorta per un debito non pagato di 500 euro una delle fazioni è intervenuta a favore del debitore, impedendo di fatto il recupero del credito.
A quell’episodio è seguita una controffensiva armata in due diversi momenti (il 22 e 25 giugno 2023) a Camporotondo Etneo, in una palazzina crivellata con numerosi colpi di arma da fuoco, anche di grosso calibro, con la partecipazione attiva degli arrestati odierni.
Dalle indagini è emerso anche lo spaccio sia all’interno di abitazioni nel quartier generale del Villaggio Sant’Agata e Librino sia con innovative tipologie di operazioni particolarmente remunerative, basate sull’introduzione, nelle carceri dell’Isola, di stupefacenti, dispositivi telefonici e sim, attraverso droni.
Determinante il contributo di professionisti, tra cui un avvocato catanese – raggiunto da ordinanza cautelare – a cui si contesta l’introduzione nel carcere di Agrigento, dove era ristretto un componente apicale del sodalizio, di stupefacente per la successiva commercializzazione all’interno delle mura carcerarie.
Anche un dirigente medico in servizio presso la casa circondariale di Noto, raggiunto da misura cautelare, era utilizzato per recapitare sostanza narcotica e sim nel carcere di Noto occultati in palloncini di plastica, contenenti pesce e carne, in favore di un altro appartenente al gruppo.
I criminali erano riusciti ad ampliare il volume di affari intercettando clientela all’interno degli istituti di pena, imponendo prezzi esorbitanti e raggiungendo elevati margini di guadagno, considerato che uno smartphone poteva essere venduto ad un prezzo anche 15 volte maggiore rispetto a quello di mercato.
Ulteriore dato investigativo emerso, è rappresentato dalla captazione in diretta dell’audio di una canzone redatta da un neomelodico vicino ai sodali, il cui testo ripercorreva in modo eloquente l’intera vicenda dell’Ecs Dogana.