Una banda che organizzava combattimenti tra pitbull è stata scoperta a Gela. La Procura ha iscritto sei persone nel registro degli indagati, mentre sono stati sequestrati 13 cani impiegati negli improvvisati ring. L’ipotesi avanzata dagli investigatori è quella di maltrattamenti. I combattimenti, secondo quanto emerso, avvenivano soprattutto nell’Agrigentino: Palma di Montechiaro, Agrigento e Naro.
I poliziotti e i carabinieri hanno fatto luce sul giro di scommesse. “Abbiamo individuato situazioni molto violente – ha detto il procuratore capo Salvatore Vella -, ai combattimenti assistevano anche minorenni, diversi cani sono morti“. “Si partiva da duemila euro per le scommesse – ha spiegato il dirigente capo della polizia Emanuele Giunta -, erano coinvolti anche altri territori della provincia di Agrigento, Palermo e fino alla Campania”.
«Abbiamo registrato in diversi incontri – afferma il procuratore Vella – anche con la presenza di minori, perfino bambini, il che è un aggravante dal punto di vista penale. In questo territorio non possiamo ignorare che ci sia una progressione alla crudeltà che può indurre i minori alla devianza. Dietro tutto questo vi è un giro di scommesse, un business di notevole entità».
I cani che venivano destinati ai combattimenti riportavano ferite anche profonde. Un elemento che è servito nello sviluppo degli approfondimenti investigativi. I pm della procura, i poliziotti e i carabinieri sono venuti a capo di una presunta, capillare, filiera tutta volta a usare i cani per gli incontri, probabilmente anche concentrando scommesse. Secondo le contestazioni, i contatti venivano finalizzati attraverso applicazioni telefoniche e i video dei combattimenti venivano veicolati proprio con app telefoniche, soprattutto Telegram.
Nel corso delle attività sono state identificate diverse persone di età compresa tra i 22 e i 46 anni, tutte denunciate a piede libero per maltrattamento di animali con l’aggravante della crudeltà. Sei gli immobili oggetto di un decreto di perquisizione: all’interno di quattro delle proprietà private controllate, si trovavano complessivamente 13 cani. Tutti gli animali, anche alcuni cuccioli, sarebbero stati impiegati nel circuito di lotte clandestine. I particolari dell’operazione, nome in codice «L’Inferno dei Pitbull», sono stati svelati nel corso di una conferenza stampa presieduta dal procuratore, Salvatore Vella e del sostituto, Lucia Caroselli.