Una possibile vendetta per l’allontanamento della «signora Lella» dagli uffici di Sicily by Car e, sullo sfondo, il bisogno di soldi della cosca della Marinella. È una delle chiavi che potrebbe spiegare la lunga serie di attentati contro l’azienda di Tommaso Dragotto. Lella, secondo quanto raccontato ai magistrati dall’imprenditore e dalla sua compagna, sarebbe la suocera di Calogero Lo Piccolo, il boss che era a capo del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo prima dell’arresto.
Il mafioso è tornato libero a luglio dell’anno scorso, dopo avere finito di scontare la pena. È figlio di Salvatore e fratello di Sandro, entrambi condannati all’ergastolo. Negli ultimi mesi avrebbe mantenuto un profilo basso e ufficialmente si sarebbe tenuto lontano dagli affari della cosca, anche per seguire un percorso monitorato dalla Procura dei minori e non perdere la potestà sul figlio. Ma il sospetto degli investigatori è che ci sia proprio lui dietro il ritorno dei kalashnikov, degli incendi e delle richieste di pizzo che, negli ultimi mesi, hanno imperversato tra Sferracavallo, Mondello, Isola delle Femmine, Capaci e Carini.
È in questo contesto che si inserirebbe la vicenda di Lella, di cui agli atti manca il cognome, e sulla quale sono in corso ulteriori indagini. Dragotto ha raccontato ai pm di avere saputo che la donna era «parente dei Lo Piccolo» e che aveva avuto una relazione con l’uomo che si occupava dei sistemi di vigilanza dell’azienda e della sua abitazione. Quando venne a conoscenza di quei legami, aveva chiesto a entrambi «di non frequentare più i nostri uffici». Una decisione che avrebbe provocato un forte risentimento e che adesso viene riletta dagli investigatori alla luce degli attacchi contro la Sicily by Car.