A Modica, nel Ragusano, chiuso il centro diurno dell’Anfass, Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo: tredici indagati e due agli arrestati posti ai domiciliari.
La Procura della Repubblica di Ragusa e i Carabinieri del NAS hanno apposto i sigilli alla struttura dell’Anffas di Modica, associazione da decenni punto di riferimento per centinaia di famiglie e persone con disabilità. L’ordinanza del GIP ipotizza reati che vanno dai maltrattamenti all’esercizio abusivo della professione sanitaria, disponendo 13 iscrizioni nel registro degli indagati e misure cautelari tra domiciliari e interdizioni.
Le condotte contestate dagli inquirenti si concentrano nel periodo compreso tra il dicembre del 2025 e il febbraio di quest’anno, e delineano un quadro indiziario che va dall’esercizio abusivo della professione sanitaria, per la somministrazione di farmaci in assenza di figure infermieristiche titolate, fino ad episodi di presunto maltrattamento contestati, a vario titolo, sia per condotte attive sia per condotte omissive in concorso.
L’ordinanza del GIP del Tribunale di Ragusa ha disposto gli arresti domiciliari per il presidente della struttura e per un operatore. Per altri cinque operatori è scattata la misura interdittiva con il divieto di esercitare la professione ed assistere soggetti fragili, mentre sei persone risultano indagate a piede libero, per un totale di 13 misure. Spetterà ora ai prossimi passaggi giudiziari e agli interrogatori di garanzia permettere agli indagati – assistiti tra gli altri dai legali Giovanni Favaccio, Alessio Malvaso e Mario Pluchino – di chiarire le proprie posizioni di fronte al giudice, fermo restando il principio di presunzione di innocenza. Resta tuttavia l’impatto di un’inchiesta che scuote profondamente la comunità modicana: l’Anffas rappresenta infatti da anni una realtà storica e un punto di riferimento fondamentale per il sostegno a tantissimi ragazzi con disabilità anche molto gravi e alle loro famiglie, oggi attonite di fronte a una vicenda che tocca al cuore la tutela della fragilità nel territorio.