Il Sabato di Pasqua non ha impedito che la presentazione di un libro, in tanti direbbero il solito, passasse inosservato. Il nuovo libro di Enzo Sardo, non è il solito libro, ma è un lavoro intenso soprattutto basato sulle esigenze di chi in un periodo storico come l’attuale, riesce con immensa fatica e stenti poter sopravvivere e andare avanti nel vivere quotidiano.
“Educare alla solidarietà” quanto mai attinente con il momento della Santa Pasqua vuole spingere ad una riflessione ben precisa, possibilmente quello di intraprendere ognuno per quello che può ad una educazione sana, convincente e partecipata verso la solidarietà. Viviamo in una società dove l’individualismo sembra avere la meglio su tutto. Ma siamo davvero sicuri che la solidarietà sia un valore superato?
Enzo Sardo in questo libro ci porta dentro una riflessione profonda e attuale: la solidarietà non è solo un gesto… è qualcosa che va insegnato, coltivato e difeso. Una conversazione che fa fermare un attimo e pensare: che tipo di società vogliamo costruire?
L’evento si è svolto nella sala Pietro D’Asaro del bar Linda a Racalmuto. A coordinare l’iniziativa è stato Carmelo Borsellino di fronte ad una sala gremita in ogni ordine di posto. Hanno partecipato, tra gli altri, il Sindaco di Racalmuto, Calogero Bongiorno. Lo sviluppatore Giovanni Buscarino; la Dott.ssa Simona Taibi; il teologo Giovanni Tesè, il Tenente Colonnello Vincenzo Castronovo e la Presidente della Fidapa, sezione di Racalmuto, Angela Giglia. Presente anche la Presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino. Proprio la scorsa settimana, Enzo Sardo in qualità di Presidente del Movimento cristiano lavoratori insieme al patronato Sias con Gaspare Piscopo ha organizzato una raccolta alimentare molto partecipata.
“Questo piccolo volume ha il compito di far conoscere, sempre di più, agli uomini, alle donne e ai giovani il concetto di solidarietà che, a mio parere,- ha dichiarato un emozionato e commosso Enzo Sardo, costituisce il vero collante della società civile all’interno della quale ogni cittadino deve raggiungere la sua serenità, il suo benessere e la sua felicità. Non solo, ma siamo consapevoli che educare alla solidarietà significa anche costruire una barriera contro gli egoisti, i qualunquisti, i falsi profeti ed i violenti”.











