L’aria soffocante che diventa irrespirabile quando il termometro segna 40 gradi, le strade di molte città semi-deserte nelle ore di punta con i turisti a caccia di ombra e fontane, ristoranti che preferiscono rimanere chiusi a pranzo, blackout elettrici in molte zone – accade a Palermo – anche di notte per il sovra-riscaldamento delle reti di distribuzione dell’energia, gente costretta ad abbandonare le proprie abitazioni per l’avanzare degli incendi.
Decine di ettari di boschi e vegetazione bruciati e pompieri, forestali, protezione civile sono impegnati senza sosta via terra e con mezzi aerei per spegnere le fiamme che stanno distruggendo campi e coltivazioni.
La situazione in Sicilia è più che critica. Il presidente della Regione, Renato Schifani, è andato nella sede della Sala operativa unificata della Regione per verificare il coordinamento delle attività di contrasto agli incendi.
Da una settimana l’Isola è sotto pressione per il gran caldo che non dà tregua, con temperature arrivate fino a 49 gradi di giorno a Palermo e nelle aree interne dell’Isola e che non scendono sotto i 30 gradi la sera.
Condizioni climatiche estreme – oggi il picco a Noto (Siracusa) con 46 gradi – che stanno creando problemi in particolare agli anziani e ai più vulnerabili, costretti a rimanere in casa con i condizionatori accesi h24.
Ad aggravare la situazione nelle ultime 48 ore è stato il vento di scirocco che ha alimentato i tanti fronti di fuoco che, oltre a mandare in fumo vegetazione e macchia mediterranea, hanno minacciato, e continuano a farlo, abitazioni, attività commerciali e turistiche.