Quarantacinque persone hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini sul presunto giro di denaro nella camera mortuaria del Policlinico. È il primo dei tre filoni dell’inchiesta sul «caro estinto» e porta la firma dei pubblici ministeri Maria Rosaria Perricone e Felice De Benedittis.
Al centro del fascicolo ci sono i pagamenti che le imprese funebri avrebbero versato agli addetti dell’obitorio per la gestione delle salme.
Per due indagati, Giuseppe Anselmo e Antonio Di Donna, l’accusa è più pesante: rispondono infatti anche di associazione per delinquere. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero dato vita a una struttura stabile, con tanto di divisione dei profitti, insieme a Salvatore Lo Bianco e Marcello Gargano. Le posizioni di questi ultimi due vengono trattate con un procedimento a parte.
Il giro d’affari ipotizzato va dai 50 ai 100 euro per ogni pratica richiesta. La somma più alta citata riguarda Nunzio Trinca, al quale vengono attribuiti fino a 400 euro per due salme e per servizi precedenti.
A Francesco Trinca viene contestato anche il concorso in tentata induzione indebita: insieme a Lo Bianco avrebbe cercato di ottenere 100 euro da un impresario.
Con la notifica dell’avviso, gli indagati hanno venti giorni per presentare memorie, depositare documenti o chiedere di essere interrogati. Terminata questa fase, i pubblici ministeri valuteranno se chiedere il rinvio a giudizio.