Assoluzione per non avere commesso il fatto: il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha scagionato il 42enne Pietro Amato, di Favara, finito a processo nell’ambito di un’indagine su una sparatoria nella quale un trentenne restò ferito a una mano.
Amato, secondo quanto ha accertato il processo, si sarebbe limitato ad accompagnare l’amico Nicolò Presti, 45 anni, che esplose il colpo di arma da fuoco intervenendo in difesa della sorella che aveva litigato col giovane per l’investimento di un gatto randagio.
Gli animi, in particolare, si sarebbero surriscaldati perché la ragazza era stata rimproverata per avere investito il randagio proprio davanti all’abitazione del trentenne che si lamentò.
La rappresaglia, quindi, sarebbe scattata in via dello Stretto, nel centro storico di Favara. Presti avrebbe minacciato il trentenne che aveva litigato con la sorella, lo avrebbe colpito con un pugno e gli avrebbe sparato. La vittima riuscì a scansarsi e venne solo colpita a una mano rimediando alcune fratture.