Tra gli esattori del pizzo a Tommaso Natale San Lorenzo c’è un giovane dello Zen che avrebbe anche giocato il ruolo di talpa. Il suo nome spunta nelle carte, in particolare nel capitolo dedicato all’estorsione, denunciata, eseguita con il vecchio metodo della testa di capretto. Salvatore Verga, a capo della banda del kalashnikov, voleva colpire un imprenditore del settore delle stazioni di rifornimento. Con il suo generale alla Marinella, Matteo Salamone, discuteva su come far capire alla vittima che «doveva pagare».