Durante uno scavo d’urgenza della Soprintendenza di Agrigento, condotto sulla duna di Maddalusa per il recupero di una tomba a cappuccina di età greca, è emersa una scoperta di grande valore: una moneta d’oro straordinariamente conservata.
La moneta, risalente alla fine del V sec. a.C. reca al diritto la testa di Eracle coperta dalla leontè, la pelle del leone di Nemea, l’animale invulnerabile sconfitto da Eracle durante la sua prima faticae al rovescio un quadrato incuso con una piccola testa femminile e la legenda Syra, riferita a Siracusa.
Non è un dettaglio secondario. Si tratta di una delle emissioni auree straordinarie coniate da Siracusa, alleata di Akrágas, per finanziare la resistenza contro l’invasione cartaginese. Un piccolo oggetto che racconta gli ultimi, drammatici anni prima della distruzione della città nel 406 a.C.
Maddalusa custodisce da secoli i resti di un’immensa necropoli, in uso fin dal primo quarto del VI sec. a.C., che si estende per oltre tre chilometri lungo la costa e la collina a ovest della foce dell’Akragas. Da qui provengono sarcofagi pregiati, tombe in pietra e sepolture infantili entro vasi, oggi in parte visibili al Museo ‘Pietro Griffo’ di Agrigento.
“Il ritrovamento conferma il valore della tutela archeologica” ha commentato l’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, “e continua ad arricchire la conoscenza di una delle città greche più celebri del Mediterraneo antico.”