“In queste giornate ho avuto modo di incontrare diverse categorie di lavoratori di comparti strategici per la nostra regione che hanno aspettative da queste variazioni di bilancio. Mi riferisco ad esempio ad agricoltori, pescatori, autotrasportatori, imprenditori cerealicoli, oltre a categorie deboli e Asacom.
La presidenza ha dunque proceduto allo stralcio di alcune norme ritenute ‘non urgenti’ per liberare risorse da destinare ai capitoli utili alle categorie in maggiore difficoltà. Le norme stralciate potranno essere affrontate in finanziaria”. Lo ha detto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno aprendo la seduta , iniziata poco dopo le 18. Le norme stralciate sono 52, il testo che è arrivato in aula era composto da 126 articoli.
“Al termine della seduta convocherò una conferenza dei capigruppo – ha detto Galvagno – l’auspicio è che si possa iniziare a votare il ddl martedì e possibilmente approvarlo entro mercoledì”.
L’esame delle norme stralciate è rinviato alla legge di stabilità. Le norme sono state stralciate dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, d’intesa con il presidente della Regione, Renato Schifani. Al settore cerealicolo andranno 15 milioni di euro, alle marinerie 9 milioni e all’autotrasporto 15 milioni. Altri 6 milioni saranno destinati ai servizi Asacom per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità e altrettanti al carburante agricolo. “Con il presidente Galvagno – dice Schifani – abbiamo concordato un percorso che permette di aumentare subito i fondi per misure molto attese.
Diversi deputati di opposizione sono intervenuti puntando il dito contro la decisione della presidenza di mantenere nel testo i Fit, i Fondi per gli investimenti territoriali, definendoli “interventi per circa 50 milioni di euro che non sono urgenti e servono a soddisfare gli interessi dei deputati di maggioranza”.
Secca la replica del presidente Galvagno che, intervenendo nel corso del dibattito, ha detto “le misure destinate ai territori sono importanti, si tratta di interventi destinati ai comuni o, ad esempio, per ripristinare l’agibilità di alcuni edifici scolastici nei quali è crollato il tetto”.