Una violentissima bomba d’acqua si è abbattuta su Marianopoli e sulle zone limitrofe del Vallone, facendo riemergere le storiche fragilità strutturali delle infrastrutture viarie. A far esplodere la rabbia e l’indignazione della comunità locale è la gestione della Strada Provinciale 42 (SP42), in particolare nel tratto che collega il bivio di Chibbò alla Portella, rimasto paralizzato da fango e detriti.
L’allarme era scattato già nella serata precedente, quando il sindaco Salvatore Noto, in stretto accordo con i referenti della Provincia, aveva formalmente disposto la chiusura della strada a causa del pericolo imminente. L’indomani mattina, tuttavia, si è consumato l’ennesimo paradosso della burocrazia: un autotrasportatore, probabilmente ignaro del divieto, ha imboccato l’arteria interdetta rimanendo intrappolato con il proprio mezzo pesante in un fitto groviglio di fango e pietre.
Nonostante la tempestiva segnalazione inoltrata dal Comune agli uffici provinciali già prima delle 10:00 del mattino per richiedere l’invio urgente di una ditta di spurghi e soccorso, la macchina amministrativa centrale è rimasta immobile. Dal dirigente tecnico della Provincia, fa sapere il sindaco, non è giunto alcun riscontro operativo per ore.
A risolvere l’emergenza e a evitare che la situazione degenerasse ulteriormente ci ha pensato la comunità locale. Gli uomini della Protezione Civile di Marianopoli si sono rimboccati le maniche e sono intervenuti sul posto con mezzi propri, riuscendo faticosamente a liberare il camionista e a ripulire, per quanto possibile, la sede stradale.
Dalla Provincia, l’unico segno tangibile è stato il successivo posizionamento formale delle tabelle di divieto di transito, una misura ritenuta tardiva e puramente burocratica rispetto all’urgenza del soccorso.

Lo sfogo del Sindaco Noto: “Ora basta”
“La verità è che siamo un territorio abbandonato da tutti!” – ha dichiarato duramente il sindaco Salvatore Noto in uno sfogo pubblico colmo di amarezza. “Non penso che tutto ciò sia dignitoso per i cittadini di questo martoriato vallone! Bisogna alzare la voce e bisogna farlo adesso. Ora basta”.
La protesta sollevata dall’amministrazione di Marianopoli mette a nudo la drammatica solitudine dei piccoli centri dell’entroterra siciliano, costretti a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze di volontariato e di Protezione Civile per garantire la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica, a fronte dell’assenza e dei ritardi degli enti sovracomunali.