Ars alla paralisi. Le inchieste giudiziarie che coinvolgono il presidente Gaetano Galvagno e l’assessore al Turismo Elvira Amata e il clima di tensione che si registra nella maggioranza sulla manovra ter hanno sbarrato la strada alla riforma dei consorzi di bonifica. Che oggi doveva vivere la sua giornata decisiva e che invece non ha registrato neppure un articolo votato.
Da un punto di vista tecnico è stata l’opposizione ad alzare le barricate e bloccare, con l’ostruzionismo, il voto sui consorzi di bonifica. Pd e 5 Stelle soffiano sulle tante micce accese nella maggioranza. In mattinata sono scesi in strada, sotto Palazzo d’Orleans, per chiedere a Schifani di andare all’Ars per una seduta interamente dedicata alle inchieste. Nel pomeriggio hanno presidiato l’aula con interventi fiume che hanno impedito le votazioni.
In conferenza dei capigruppo il centrodestra non ha voluto rinunciare alla seduta, dicendo no a un rinvio. Ma il risultato è che, almeno fino a sera, tutto è rimasto bloccato.
Sullo sfondo ci sono anche i malumori del centrodestra per la posizione assunta da Schifani sulla manovra ter, anticipata stamani in un intervista al Giornale di Sicilia. Il presidente della Regione ha chiesto alla sua maggioranza di votare una manovra blindata, priva di emendamenti che stanziano contributi a pioggia, e che poggia solo su misure per welfare, investimenti e lotta alle emergenze.
E, per quanto a taccuini chiusi, nel centrodestra in tanti non hanno apprezzato. Per questo motivo all’orizzonte si prevede una strada in salita anche per la manovra, in agenda entro un paio di settimane.