PALERMO – Un fiume in piena di giovani ha invaso questa mattina le strade del centro storico di Palermo. Sono circa 5.000 gli studenti che hanno risposto all’appello della Rete Studentesca, dando vita a una massiccia mobilitazione che ha sfilato da piazza Marina fino a Palazzo Comitini, coinvolgendo ragazze e ragazzi provenienti da numerosi istituti scolastici della città e dell’intera provincia.
Al centro della protesta non ci sono solo le storiche rivendicazioni sul mondo della scuola, ma una profonda preoccupazione per il domani dell’isola e un forte messaggio di coesione sociale. Il corteo ha infatti espresso una esplicita solidarietà verso gli agricoltori e gli autotrasportatori siciliani, protagonisti nelle ultime settimane di dure lotte contro il caro carburante e l’impennata dei costi di produzione. Un legame, spiegano gli organizzatori della Rete Studentesca, che affonda le radici nella necessità di rimettere al centro i bisogni reali della popolazione e il futuro socio-economico della regione.
Il vero motore della piazza è però il rifiuto dell’emigrazione forzata a cui sono condannati moltissimi giovani a causa della cronica carenza di sbocchi occupazionali e formativi sul territorio.
«Siamo in piazza anche per rivendicare il diritto a restare in Sicilia», dichiara con fermezza Gabriele Saeli, studente del liceo scientifico Einstein di Palermo presente alla manifestazione. «Non vogliamo essere costretti ad andare via per poter immaginare e costruire il nostro futuro».
