La migliore difesa, il terzo attacco, l’avvio record con 28 punti in dieci gare frutto di 9 vittorie e un pari.
Si tinge di biancoceleste il quadro della serie A perché la Lazio sfrutta l’assist del ko nel derby dell’Inter e si lancia da sola in testa al campionato. Non accadeva da 16 anni. Per compiere questo ulteriore passo sceglie la strada più difficile perché il Cagliari di Pisacane va in vantaggio all’Olimpico con Nzola, poi con Isaksen pareggia e alla fine arriva il sorpasso di Pinamonti. La Lazio è l’emblema di un campionato rinnovato che vede avanzare il Como, che batte col freno a mano tirato il Venezia, la Roma, che strapazza l’Udinese, il Milan, che risorge nel derby.
Lo fa anche la Juventus che nel match delle deluse si prende una vittoria anti-crisi battendo il Napoli 2-0 con i gol di Ajajbegovic e Boga. Il ritiro dopo il crollo con il Genoa ha prodotto il risultato desiderato: per il Napoli di Allegri, rimasto in 10 dal 25′ della ripresa per il rosso a Marianucci, ora è crisi con una classifica sempre più deludente.
Non lo è certo il sesto posto, in piena zona Europa, dell’altra grande sorpresa della stagione, il Frosinone di Alvini. I ciociari battono il Torino 2-0 ma perdono il loro goleador Raimondo. De Rossi dà un dispiacere al suo amico Di Francesco: il Genoa passa a Lecce con la quarta vittoria in cinque gare che lo porta ad agganciare a centroclassifica Cagliari e Torino. Gattuso parla di 12 punti alla salvezza, ma è una bugia che fa tenerezza perché la sua Lazio è ormai una realtà consolidata. Il Cagliari, che perde all’Olimpico la seconda gara in cinque giorni, dà fastidio alla Lazio, che recupera e comanda il gioco col piglio delle grandi.