Si chiude con 25 condanne il primo grado di giudizio del maxi processo contro le cosche mafiose di Villaseta e Porto Empedocle e e su un vasto traffico di stupefacenti in mezza Sicilia. La pena più alta è stata inflitta a Pietro Capraro (20 anni di reclusione) ritenuto il nuovo capomafia del clan di Villaseta. Pesanti condanne sono state inflitte dal giudice Lorenzo Chiaramonte anche a Gaetano Licata (17 anni e 4 mesi) ritenuto il braccio destro di Capraro, Fabrizio Messina (17 anni di reclusione), considerato il capomafia di Porto Empedocle, e Vincenzo Parla, di Canicattì. Nei confronti di quest’ultimo è caduta la contestazione di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Nove anni, invece, è la condanna inflitta a Domenico Blando, ex favoreggiatore di Giovanni Brusca, per un giro di droga. L’armiere del clan di Villaseta, il netturbino Alessandro Mandracchia, è stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione. L’unico imputato completamente scagionato dalle accuse è Salvatore Prestia, cognato di Fabrizio Messina. L’empedoclino, difeso dall‘avvocato Antonino Gaziano, è stato assolto. La Dda di Palermo aveva chiesto per lui la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione.
Domenico Blando, 68 anni, di Favara (9 anni di reclusione); Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento (20 anni di reclusione); Samuel Pio Donzì, 26 anni, di Agrigento (4 anni e 2 mesi di reclusione); Carmelo Fallea, 50 anni, di Favara (5 anni e 8 mesi di reclusione); Cosimo Ferro, 36 anni, di Castelvetrano (11 anni e 6 mesi di reclusione); Francesco Firenze, 40 anni, di Castelvetrano (8 anni e 8 mesi di reclusione); Giuseppe Focarino, 60 anni, di Palermo (8 anni di reclusione); Alfonso Lauricella, 59 anni, di Agrigento (5 anni e 4 mesi di reclusione); Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento (17 anni e 4 mesi di reclusione); Fabrizio Messina Denaro, 50 anni, di Castelvetrano (9 anni e 4 mesi di reclusione); Fabrizio Messina, 50 anni, di Porto Empedocle (17 anni di reclusione); Roberto Parla, 47 anni, di Canicattì (4 anni di reclusione); Vincenzo Parla, 54 anni, di Canicattì (15 anni e 8 mesi di reclusione); Calogero Prinzivalli, 42 anni, di Agrigento (3 anni di reclusione); Rocco Grillo, 33 anni, di Gela (11 anni e 8 mesi di reclusione); Giuseppe Pasqualino, 34 anni, di Gela (9 anni e 6 mesi di reclusione); Mirko Salvatore Rapisarda, 43 anni, di Gela (5 anni e 8 mesi di reclusione); James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle (2 anni e 9 mesi di reclusione); Gioacchino Giorgio, 39 anni, di Licata (4 anni e 4 mesi di reclusione); Giuseppe Piscopo, 49 anni, di Gela (4 anni e 8 mesi di reclusione); Antonio Puma, 44 anni, di Agrigento (4 anni e 8 mesi); Stefano Rinallo, 41 anni, di Canicattì (4 anni e 4 mesi); Antonio Salinitro, 25 anni, di Gela (2 anni e 8 mesi di reclusione); Rosario Smorta, 53 anni, di Gela (4 anni di reclusione); Alessandro Mandracchia, 51 anni, di Agrigento (6 anni e 4 mesi di reclusione).
In quasi tre anni di indagini, secondo quanto ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è stata fatta luce sulla riorganizzazione di storiche cosche mafiose come quelle di Villaseta e Porto Empedocle.