La Procura di Agrigento ha chiesto per la seconda volta l’archiviazione dell’indagine sulla tragica morte di Davide Licata, il dodicenne favarese deceduto improvvisamente il 21 marzo 2023. Il ragazzino venne colto da un malore fatale mentre era impegnato in una seduta di allenamento di basket nella palestra della scuola “Guarino” di Favara.
I familiari del dodicenne, si sono nuovamente opposti alla richiesta di proscioglimento. Il caso approderà quindi in aula il prossimo 3 novembre: spetterà al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, decidere se decretare la fine del procedimento oppure ordinare al pubblico ministero di formulare le accuse.
L’inchiesta per omicidio colposo vede coinvolte tre persone: la preside dell’istituto scolastico, il medico dello sport che aveva rilasciato il certificato di idoneità agonistica e il responsabile della polisportiva coordinatrice degli allenamenti. Il gip aveva già respinto una prima richiesta di archiviazione in passato, imponendo al pm un supplemento di indagini per fare piena luce sulle responsabilità.
Al centro del dibattito giudiziario vi sono i riscontri medici e le dotazioni di sicurezza della struttura. Se da un lato una consulenza tecnica ha escluso un nesso diretto tra il decesso – causato da un’ischemia miocardica – e la condotta del medico sportivo, dall’altro la difesa della famiglia punta il dito contro le carenze logistiche. Il consulente di parte ha infatti ribadito la mancata presenza di un defibrillatore all’interno della palestra, un presidio salvavita obbligatorio per legge durante gli eventi e gli allenamenti delle associazioni sportive.