Ci sono politici e un carabiniere tra i 7 indagati in un’inchiesta su appalti truccati al Comune di Siracusa. Ai domiciliari è finita pure Concetta Carbone, ex assessore alle Pari opportunità per 3 anni nella giunta dell’attuale sindaco Francesco Italia, eletta consigliera comunale nella lista Francesco Italia sindaco con 385 preferenze e poi nominata vicepresidente del Consiglio comunale, ruolo che ricopre attualmente.
Secondo la Procura europea Carbone, d’accordo con l’ingegnere comunale Michele Dell’Aira, responsabile unico del procedimento per i lavori di primo ampliamento dell’Ostello per i migranti di Cassibile, e col carabiniere Salvatore Strazzulla, per cui il gip ha disposto il carcere, in cambio di 10 mila euro e vantaggi elettorali ha assicurato un canale preferenziale ad alcuni imprenditori per l’aggiudicazione di appalti pubblici grazie agli affidamenti diretti.
Un escamotage favorito dall’assenza di controlli da parte del Consiglio comunale all’epoca sciolto. In particolare sotto la lente degli inquirenti è finito l’appalto per la realizzazione dell’ostello di Cassibile, destinato ad alloggiare i migranti occupati nell’agricoltura e finanziato anche con i fondi del Pon Legalità. Per Dell’Aira, che avrebbe ricevuto 200 euro al mese in cambio della sua complicità, il gip ha disposto l’interrogatorio preventivo.
Il carabiniere, che avrebbe fatto da tramite tra la politica locale e gli imprenditori favoriti, sarebbe stato ricompensato con una sorta di stipendio mensile. Il militare è anche indagato per rivelazione di notizie riservate: avrebbe in più occasioni informato persone di indagini a loro carico.
Coinvolto anche un gruppo di imprenditori attivi nel settore delle costruzioni. ll gip nella misura cautelare descrive una gestione della funzione pubblica piegata a interessi personali, economici ed elettorali. Agli arresti domiciliari è finito Massimo Boscarino. Nei confronti di Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino (cl.79), Salvatore Boscarino (cl.53) e Tino Bugliarello è stato invece disposto il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale “che legittimi istanze di contributi comunitari o statali” per 12 mesi.
Nel corso delle indagini è stato trovato un pizzino con l’elenco delle imprese considerate “amiche” che sarebbe stato consegnato a un politico in vista di successive procedure di affidamento di appalti. Dalle intercettazioni emergono un patto di riservatezza tra i protagonisti, l’uso di sistemi di comunicazione ritenuti non tracciabili e la disponibilità ad adattare successivamente la documentazione amministrativa per giustificare anomalie già emerse nell’esecuzione di lavori pubblici.
In una conversazione il politico coinvolto riferendosi ai lavori già attribuiti alle imprese vicine avrebbe sottolineato come fosse stato loro assegnato “tanto” e “oltre misura”, osservando che difficilmente un’impresa avrebbe potuto ottenere in un solo anno un simile volume di lavori: vicino al milione di euro.