“Pare che le bambine in comunità abbiano parlato di una challenge vista on line, forse su Youtube, dal titolo ‘24 ore in un negozio‘. Le bambine potrebbero avere cercato di riprodurre quanto visto sul web, nascondendosi per diverse ore”. Alessandro Costanza, il padre delle bimbe di San Cataldo sparite lo scorso venerdì sera e ritrovate sabato pomeriggio in un negozio di abbigliamento gestito da una donna cinese, cerca di dare una spiegazione alla vicenda. I sei figli dell’uomo, con le 2 bambine, sono stati portati in comunità.
Su Youtube sono almeno sei i video fatti da ragazzini con titoli tipo “Ci siamo nascosti 24 ore in un negozio”. “Li ho sempre amati e coccolati – dice Costanza -. Di recente ho ottenuto l’affidamento esclusivo dei miei figli e sicuramente non l’ho ottenuto comportandomi male”. Benedetta e Domitilla hanno 12 e 8 anni. “Si sono chiuse nel bagno – aggiunge il padre – e non avrei mai potuto immaginare che potessero trovarsi ancora all’interno del negozio. Quella notte ho vissuto un incubo. Ho presentato la denuncia di scomparsa soltanto il giorno successivo perché inizialmente speravo di riuscire a rintracciare le bambine da solo. Io non ho nulla da nascondere, la coscienza è a posto”.
Per la Procura di Caltanissetta le indagini a carico di ignoti per sequestro di persona “sono concluse senza che sia emerso alcun elemento”, quindi è stata depositata la richiesta di archiviazione dell’inchiesta”.
Il procuratore Salvatore De Luca spiega che “le acquisizioni testimoniali e gli accertamenti di natura tecnica hanno permesso di escludere ogni possibile coinvolgimento di terzi nella scomparsa delle due minori, che secondo quanto ricostruito, hanno consapevolmente, e all’insaputa del padre, fatto accesso nel negozio dove poi sono state ritrovate, approfittando delle operazioni di chiusura e con l’intento di passarvi la notte all’interno”.
Gli inquirenti hanno ricostruito la motivazione del gesto “maturato, come dichiarato dalle stesso bambine, volendo emulare analoga pratica osservata sulla piattaforma Youtube e sui canali social di noti influencer, in cui i protagonisti descrivono ai propri followers l’esperienza di nascondersi all’interno di negozi, magazzini o altre tipologie di luoghi eludendo le misure di sicurezza, restarvi tutta la notte e uscirne l’indomani senza essere scoperti; alcuni di questi contenuti, come accertato durante l’analisi delle navigazioni effettuate sui dispositivi nella disponibilità delle minori, contano milioni di visualizzazioni. Proprio la reiterata visione di video su questo tipo di challenge da parte di una delle due bambine ha fatto maturare il proposito di riprodurre la ‘sfida’ ed emulare l’influencer, coinvolgendo nella condotta anche la sorellina”.