Al Tribunale di Agrigento si sono conclusi gli interrogatori preventivi nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto da 3,2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada Mosella: gli imprenditori di Favara Dino Caramazza e Antonino Milioti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere depositando una memoria difensiva, mentre il direttore dei lavori Salvatore Castaldo ha respinto ogni accusa. La Procura ha proposto la custodia cautelare in carcere per tutti e tre, e i domiciliari per Giovanna Palillo e Federica Caramazza. Il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Miceli, valuterà se e quali misure applicare. L’indagine ipotizza che la società Andiva srl, aggiudicataria dell’appalto, sia stata costituita e intestata a prestanome per consentire ai reali promotori di ottenere la gara eludendo controlli antimafia. Si contestano a vario titolo i reati di turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di beni, e truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione, anche per un presunto computo metrico alterato di oltre 400 mila euro e induzione indebita, contestata a Castaldo, che avrebbe ritardato i lavori in cambio di una consulenza da oltre 100 mila euro destinata al cognato Alessandro Rizzo.