Il Teatro Don Orione si è trasformato, domenica scorsa 4 ottobre, in un luogo sospeso dove il tempo ha seguito il ritmo delle mani, dei piedi e degli sguardi delle giovani danzatrici. “Kalaivizha 2026”, la manifestazione dedicata alle tradizioni artistiche dell’India e dello Sri Lanka, ha offerto al pubblico non solo uno spettacolo, ma una dichiarazione di identità: un gesto collettivo capace di unire generazioni, storie e radici diverse sotto la stessa luce di palco.
La sala, gremita di famiglie, appassionati,curiosi e membri delle comunità indiana e srilankese di Palermo, ha accolto un pomeriggio che ha raccontato molto più di una semplice esibizione. Tra gli ospiti istituzionali anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a testimonianza del valore culturale e sociale dell’iniziativa. Le coreografie di Bharatanatyam, curate dalla scuola Swasthik Nrithyalayam, hanno portato in scena un’arte che è narrazione, spiritualità e disciplina. Ogni gesto, ogni mudra, ogni vibrazione dei piedi ha restituito la forza di una tradizione millenaria che continua a parlare al presente, intrecciando tecnica e racconto emotivo.
A guidare la manifestazione è stata Swasthika Sasiyendran, fondatrice della scuola e artista insignita dei titoli di NatyaKalajothi e Narthana Vithaki. Nata a Palermo da famiglia srilankese e indiana, con studi nel Regno Unito, Sasiyendran ha costruito negli anni un ponte culturale che oggi rappresenta una realtà consolidata nel territorio. La sua presenza elegante e sicura ha accompagnato un programma che ha valorizzato tanto la tradizione quanto il percorso formativo delle giovani allieve. Il momento più intenso della giornata è stato la consegna dei certificati alle danzatrici che hanno completato il proprio ciclo di studi: un vero rito di passaggio, tra emozione, orgoglio e la consapevolezza di un cammino che continua. Alcune allieve hanno già superato con lode l’esame di primo livello di Bharatanatyam, mentre altre proseguono con dedizione, dimostrando che questa disciplina è anche un modo di crescere: imparare la pazienza, la precisione, il rispetto e la capacità di raccontare emozioni senza pronunciare una parola. Durante le performance, il Teatro Don Orione sembrava respirare insieme alle danzatrici: i colori dei costumi, il suono delle campanelle alle caviglie e la musica tradizionale hanno avvolto il pubblico in un viaggio lontano, pur restando profondamente radicato a Palermo.
L’evento è stato realizzato con la collaborazione di Rajendra Bitrayya, delegato del Dipartimento Salute, Sanità e Sport del Forum Permanente delle Culture del Comune di Palermo, che ha sostenuto un’iniziativa capace di raccontare l’integrazione non come slogan, ma come esperienza vissuta. Gli applausi finali non sono stati solo un tributo alle danzatrici, ma un riconoscimento a un’idea: quella chela cultura, quando è condivisa, diventa un luogo dove tutti possono entrare