L’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini, ritiene opportune alcune precisazioni nel merito del contenzioso finanziario con Siciliacque. L’azienda sottolinea innanzitutto che la propria posizione debitoria si è ridotta a circa 9 milioni di euro, al netto di interessi, spese ed eventuali aggiornamenti contabili. L’originaria richiesta di Siciliacque ammontava a 12,24 milioni: durante il giudizio Aica aveva già versato 743 mila euro e, successivamente, altri circa 2,5 milioni. Aica rileva quindi di non aver mai interrotto i pagamenti e di versare circa 225 mila euro a settimana, una cifra superiore a quella inizialmente programmata.
Secondo le previsioni aziendali, entro gennaio 2027 l’esposizione potrebbe ridursi a circa 5 milioni, grazie alla seconda tranche dell’anticipazione regionale da 10 milioni prevista nello stesso mese. Aica ricorda che l’ordinanza del 21 settembre del Tribunale di Palermo è un provvedimento provvisorio e non rappresenta la decisione definitiva sul merito della controversia. Il Tribunale ha riconosciuto che la convenzione del 2009 prevede fatturazione trimestrale e pagamento entro 60 giorni, ritenendo non provata la diversa modalità di calcolo degli interessi di mora sostenuta da Siciliacque. Resta aperta anche la questione dell’affidamento del sistema acquedottistico Favara di Burgio.
La presidente Danila Nobile e il direttore generale Francesco Fiorino definiscono concreto il percorso di risanamento e ribadiscono che l’esposizione sarà ulteriormente ridotta entro il 2027. L’azienda rimarca che i rapporti con Siciliacque sono improntati al confronto e che la regolarità dei versamenti rappresenta il punto centrale del piano di riequilibrio finanziario. Aica mira a proseguire il percorso di rientro, mantenendo gli impegni assunti e riducendo progressivamente il debito.