Un pranzo d’affari, le cimici della squadra mobile di Palermo intercettano il 17 novembre del 2025 l’allora presidente della Commissione tecnica regionale Gaetano Armao, pubblico ufficiale e controllore dei progetti presentati dalla Cva Spa, allo stesso tavolo con il direttore di questa società, Gentile Malacarne, il controllato.
Una foto significativa per l’inchiesta coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, per dimostrare i rapporti corruttivi con Armao, in grado di poter scegliere commissari istruttori compiacenti e il manager Malacarne, per il quale sono stati chiesti i domiciliari insieme all’amministratore delegato della Cva Spa, Giuseppe Argirò: questa società avrebbe pagato una tangente di 147.494 euro ad Armao, attraverso una fittizia consulenza con l’avvocato Pietro Luigi Matta. “Un contratto fatto – secondo la difesa di Argirò – per mandare avanti i progetti in un ambiente complesso, difficile qual è quello della Sicilia”.
In un altro pranzo, il 23 febbraio 2026 Argirò e Malacarne sono sempre a tavola con Armao, che propone soluzioni per i problemi burocratici.
Non solo fotovoltaico, una tangente sarebbe stata pagata anche per l’impianto di produzione di biometano ad Aragona, gli investigatori fotografano il passaggio di buste tra l’ex vicepresidente della Regione e l’avvocato Matta, soldi, secondo le ipotesi, e pizzini scritti a mano e poi distrutti.
I due temevano di essere intercettati. Inutilmente, prima di parlare, lasciavano i telefonini in un’altra stanza, ma ogni passo veniva registrato e la Procura, per loro, ha chiesto il carcere. Ma l’ex vicepresidente della Regione si è detto estraneo alle accuse.
