Assemblea regionale siciliana, Ars lavori d'aula
La maggioranza salva le mancette. Respinta, con soli due voti di differenza, una pregiudiziale presentata dei 5 Stelle, per la verità, che avrebbe fatto cadere l’intera manovra correttiva che ha iniziato ieri il suo cammino all’Ars.
Per valutare la portata del voto bisogna addentrarsi nei meandri delle regole del Parlamento. La pregiudiziale presentata dal capogruppo dei 5 Stelle Antonio De Luca era interamente riferita alla norma sulle mancette, quella che da quest’anno crea un fondo da 50 milioni che verranno distribuiti attraverso la successiva approvazione di un ordine del giorno nel quale i deputati inseriranno i progetti dei Comuni a loro vicini da finanziare con “assegni” da massimo 50 mila euro.
Secondo De Luca «il meccanismo di assegnazione delle mancette è mutuato dalla Camera e dal Senato, prevedendo appunto l’ordine del giorno. Ma al Parlamento nazionale questo strumento è considerato fonte del diritto con valore vincolante mentre all’Ars non c’è alcun obbligo collegato all’approvazione di un ordine del giorno». In base a questo ragionamento una legge che contiene una norma incostituzionale non potrebbe essere votata all’Ars e dunque la pregiudiziale invitava a fermare l’intera manovra. Prima della votazione De Luca ha proposto al centrodestra una mediazione: ritirare il solo articolo sulle mancette e andare avanti con il resto della manovra. Ma i capigruppo della maggioranza – in particolare il forzista Stefano Pellegrino e il meloniano Giorgio Assenza – hanno tenuto il punto sfidando l’opposizione: «Vi assumete la responsabilità di far cadere misure di emergenza per agricoltori, pescatori, famiglie e imprese».