Un furto è stato messo a segno in un’abitazione di via Empedocle, ad Agrigento, dove i malviventi sono riusciti ad entrare con una tecnica chirurgica che non ha lasciato scampo, utilizzando la cosiddetta “chiave bulgara” . Il bersaglio è stata la casa di un uomo, un dipendente pubblico 67enne, che al suo ritorno ha dovuto fare i conti con l’amara scoperta. La dinamica del colpo, per le modalità con cui è stata eseguita, suggerisce l’azione di professionisti del crimine, capaci di muoversi nell’ombra e di superare sistemi di sicurezza che solitamente scoraggiano i malviventi meno esperti.
Una volta dentro, i malviventi si sono diretti verso la cassaforte asportando numerosi oggetti in oro e diversi pezzi di argenteria. Il valore complessivo del bottino non è stato ancora quantificato con esattezza, ma si preannuncia ingente.
Non appena è scattato l’allarme, in via Empedocle si sono precipitate le pattuglie della polizia. Oltre al personale delle Volanti che si è occupato di raccogliere la prima testimonianza e di delimitare l’area del furto, è intervenuto anche il personale della Scientifica. Gli specialisti hanno setacciato l’appartamento centimetro dopo centimetro alla ricerca di impronte digitali, tracce biologiche o qualsiasi elemento utile che potesse aver lasciato la “mano” dei ladri. Non è escluso naturalmente che i criminali possano aver agito con estrema cautela, probabilmente utilizzando guanti. Una speranza concreta potrebbe arrivare dalle immagini registrate dalle telecamere sono già al vaglio degli inquirenti, che stanno setacciando ogni fotogramma per individuare movimenti sospetti in via Empedocle nelle ore precedenti e successive al colpo. Le indagini sono in corso.